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COMI: NO ALLA CHIUSURA DEI TRIBUNALI DI CAMERINO, FERMO E URBINO

by alberto last modified 10-12-2006 21:01

Il Consigliere regionale dei DS Francesco Comi ha presentato una interrogazione al Presidente della Giunta sul problema della chiusura dei piccoli tribunali delle Marche

C’è il rischio effettivo della chiusura dei tribunali di Camerino, Fermo, Urbino?

Di quali informazioni dispone la Giunta regionale sulla chiusura dei piccoli tribunali delle Marche? Quale posizione il Presidente Spacca intende assumere sul problema? Questo problema sarà portato alla Conferenza Stato – Regioni? Questi in sostanza i quesiti sollevati dal Consigliere Ds in Regione Francesco Comi nella interrogazione presentata su questo argomento in Consiglio regionale.

Nell’attuale dibattito attorno alle  riforme per ridurre i costi della pubblica amministrazione sta infatti avanzando  la possibilità che i tribunali dei piccoli centri possono essere chiusi.

Questa incognita riguarda i tribunali di Camerino, Fermo ed Urbino ai quali da sempre va riconosciuta una funzione giurisdizionale in aree molto ampie soprattutto in zone montane nelle quali rappresentano un servizio indispensabile, evitando incredibili spostamenti alle popolazioni che in quelle zone risiedono. Le linee programmatiche del Ministro della Giustizia prevedono la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi la possibilità concreta di una eventuale soppressione dei Tribunali che hanno meno di 14 magistrati togati in pianta organica indipendentemente dalla mole di lavoro svolto. Lo stesso Ministro nel corso della sua ultima visita a Pesaro ha dichiarato che i piccoli Tribunali potranno continuare ad operare se gli enti locali parteciperanno al 50%  delle spese di gestione. D’altro canto, prosegue Comi nella sua interrogazione, da tempo le comunità locali partecipano ai costi del servizio assicurando risorse ed opere per la gestione dei Tribunali ma un eventuale cofinanziamento del 50% creerebbe gravi problemi alla gestione finanziaria dell’ente locale. E’ necessario aprire quanto prima un dibattito serio sulla riforma del settore dell’amministrazione della giustizia per confrontarsi con le istituzioni, gli enti locali, le associazioni di categoria ed arrivare ad avere proposte condivise che tengano si conto delle difficoltà economiche esistenti nel settore della giustizia ma anche, e soprattutto, delle necessità e dei diritti delle comunità locali.



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