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Un programma senza priorità che discrimina gli extracomunitari

by Barbara Temperilli last modified 09-12-2009 17:55

Il Documento sulle linee di mandato dell’Amministrazione provinciale, votato nell’ultimo Consiglio provinciale, rappresenta una base programmatica priva di chiare priorità dell’azione amministrativa e caratterizzata in molte parti da tratti ideologici, generici e contraddittori.

Un programma senza priorità che discrimina gli extracomunitari

Daniele Salvi

Vi si dice che c’è bisogno di meno attività partitica e più amministrazione e poi si piega l’istituzione ai valori di un Partito politico, il Partito Popolare europeo, con evidente disappunto della Lega e della Destra, che fanno parte della coalizione di governo.

Si fanno più o meno esplicitamente accenni critici alla precedente Amministrazione, salvo poi riproporre a tutt’oggi quasi esclusivamente le iniziative da questa intraprese, come è avvenuto anche recentemente per gli oratori e le famiglie numerose, ma ci si guarda chiaramente dal riconoscerlo.

Vi sono molte parti, come quelle sulla macchina amministrativa e sulle Politiche giovanili, talmente generiche che potrebbero essere riportate nei programmi di qualsiasi altra Provincia da Treviso ad Enna.

Si condivide la Riforma prevista nel Codice delle Autonomie, che intende trasformare le Province in Enti di secondo livello, dove si esaspereranno i campanilismi municipalistici e ci si dovrà attenere a rigide competenze, ma intanto ci si vuol occupare di tutto dalla Sanità alla Casa, che sono competenze regionali, fino alle emergenze umanitarie e ai Rapporti internazionali, addirittura con la nascita di una specifica agenzia!

La crisi economica è stata espunta dalle priorità, non si notano misure, né tantomeno tempestività. Che idea si abbia della “concertazione” credo sia ormai chiaro a tutti dopo la vicenda Rifiuti e il modo in cui è stato gestito l’accordo sulle Università.

Tra le novità del nuovo modo di amministrare spicca, però, quanto previsto in tema di “sicurezza”, sempre molto caro alla Destra. In uno specifico paragrafo in tutto di 5 righe, ci si premura soltanto di associare l’idea di “illegalità” e di “criminalità” ai cittadini extracomunitari e alla necessità di specifiche azioni educative nei loro confronti. Ecco quanto scritto nel documento a pag 20: “Faremo la nostra parte per prevenire e combattere l’illegalità e la criminalità, anche quella di piccole entità che si manifesta nelle nostre città, attraverso interventi di forte azione educativa e d’integrazione dei cittadini extracomunitari” A parte il fatto di non dire come e con chi, il connubio malavita-immigrazione è evidente e, in una Provincia dove esiste la più alta percentuale di cittadini extracomunitari della Regione e dove l’integrazione è avvenuta negli anni senza conflitti, tanto che dovrebbe essere un vanto ed un esempio da valorizzare e studiare, si preferisce cedere a posizioni leghiste, estranee alla nostra cultura e alle nostre tradizioni, tra l’altro, con l’assenso imbarazzato dell’Udc.

In un territorio che ha conosciuto anche casi di infiltrazioni malavitose, che però avevano cognomi italiani, questo proponimento programmatico scritto nell’atto fondamentale dell’Istituzione provinciale rappresenta un inaudito ed intollerabile vulnus alla nostra civiltà.

Daniele Salvi

Consigliere provinciale PD Macerata


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